lunedì 23 aprile 2012

SPORT

UNA STAGIONE INDIMENTICABILE 
O DA DIMENTICARE? 

Le prestazioni deludenti della Junior Basket targata Novipiù e lo sfogo dell’allenatore Andrea Valentini riguardo lo sciopero del tifo da parte di una frangia di tifosi, hanno dato il via negli ultimi giorni ad una ridda di polemiche. 
Ci sono alcune persone che vorrebbero venisse sottolineata l’importanza di una stagione vissuta dalla Junior, per la prima volta, nel massimo campionato cestistico italiano. Della serie: volete mettere il piacere di vivere un campionato in serie A sfidando Milano, Siena, Cantù, la Virtus Bologna, il derby con Biella? E ancora: questo è un regalo bellissimo alla città, con Casale ai vertici del basket nazionale. E se poi anche si perdono quasi tutte le gare, rimarrà comunque una splendida e indimenticabile cartolina da conservare gelosamente nella memoria. 
Assolutamente legittimo pensarlo. Legittimo crederlo per i tifosi più Decoubertiniani. 
Chi scrive, e che è stato nei giorni scorsi accusato di aver “infierito” con toni troppo negativi sulle ultime uscite sul parquet della Novipiù, si ritrova invece maggiormente d’accordo con la linea di Vince Lombardi, indimenticato allenatore di football americano, vincitore con i Green Bay Packers di due Superbowl. Lombardi, un vincente nato, ha lasciato questo lascito agli sportivi professionisti: “Se la vittoria non è tutto, allora per quale motivo teniamo un punteggio?”. 
Si tratta di una filosofia ovviamente lontana anni luce da quella dell’ideatore delle Olimpiadi moderne. Condivisibili entrambe, sicuramente. 
Personalmente, da osservatore neutrale che si trova a raccontare l’andamento di una partita di basket non attraverso la lente del tifoso, credo di avere il diritto di ritenere la stagione attuale, dal punto di vista cronistico, statistico e sportivo, come fallimentare e assolutamente da dimenticare. Porto a referto, al momento, un totale di 22 sconfitte, a margine di 6 vittorie. Parliamo di una squadra rimasta sul fondo della classifica dalla prima all’ultima giornata, vittima di scelte errate in campagna acquisti, che ha cambiato allenatore in corso d’opera e che è arrivata ad acquisire un totale di 16 giocatori, stravolgendo il proprio roster, senza però riuscire a cambiare l’inerzia del campionato. 
Sfido chiunque, aprendo un almanacco del basket tra qualche anno, ad essere entusiasta di queste statistiche. 
Se invece vogliamo parlare da un punto di vista emotivo o sentimentale, allora è un’altra questione. 
Ognuno è ovviamente libero (e probabilmente i tifosi più intelligenti lo fanno, lode a loro) di vivere le sconfitte con un sorriso di circostanza, consci e grati dell’opportunità di aver potuto ammirare i campioni delle squadre per cui si faceva il tifo da bambini. Un McCalebb o un Gallinari visti dal vivo al PalaFerraris val bene una Messa, potremmo dire. E comunque vada sarà una festa che non si dimenticherà. 
Bisogna però comprendere ed accettare anche coloro che invece decidono di andare a vedere una partita di basket pagando il biglietto o facendo l’abbonamento per tutta la stagione e magari gradirebbero vedere vincere la propria squadra o perlomeno vederla lottare con le unghie e con i denti fino all’ultima stilla di sudore. E magari alla sconfitta numero venti potrebbero perdere un po’ l’entusiasmo, sedersi, stare in silenzio e assistere alla sconfitta numero ventuno. 
Quindi, chiedere a tutti di condividere l’idea che tutto questo sia un bellissimo regalo e magari rimanere amareggiati se non tutte le persone capiscono l’importanza di questo straordinario dono, forse è chiedere un po’ troppo. E se poi, come qualcuno ipotizza in maniera forse troppo melodrammatica, si tornerà un giorno a giocare in leghe minori, con squadre meno blasonate, beh ce ne faremo una ragione.  
I professionisti seri sapranno sicuramente onorare anche la serie inferiore e cercheranno di tornare al più presto in quella superiore. 
Perché di certo non sarà un articolo più “addomesticato”, un aggettivo più o meno negativo in un titolo o il silenzio di uno sparuto numero di tifosi a cambiare le sorti della Junior facilitandone la permanenza in serie A. 
Nicola Rustichelli

1 commento:

  1. articolo condivisibile ma con alcune puntualizzazioni.
    A tutti piace vincere, non solo i contestatori sono demoralizzati e delusi dall'andamento del campionato, solo che io come molti tifosi, dal giornalista denominati"intelligenti", proviamo a capire perchè la campagna acquisti sia stata deficitaria o perchè si sia arrivati a sostituire 6 giocatori.
    Per altri è piu' comodo criticare e distruggere piuttosto di provare a costruire.

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